Ciao, mi chiamo Alessia e sono una nerd multipod.

Sono qui perché voglio creare un mondo dove tutti abbiano la possibilità di esprimere il proprio potenziale, a prescindere dalla storia che si portano dietro.

Anzi: sfruttando proprio quella storia, perché è quella che ti rende unicə.

Voglio aiutare chi si sente un pesce fuor d'acqua (o un pulcino spennacchiato) da tutta una vita, perché diversə da quello che la società si aspetta: troppo nerd, troppo introversə, troppo fuori dalle righe, troppo lontanə dal ritmo del resto del mondo.

Una multipotenziale per i multipotenziali.

Credo che il problema n° 1 della multipotenzialità sia il malinteso del dover scegliere solo alcune delle mille discipline e interessi che ci appartengono, perché viviamo in un mondo di specialisti, che si aspetta (e pretende) la verticalità sulle competenze.

Ma se tutto ciò che facciamo ci dà la scintilla, se ci fa brillare gli occhi, perché tagliarlo? Soprattutto se ci fa stare bene?

La multipotenzialità non è dispersione, ma possibilità.

Sta a noi saperla usare.

Una nerd per i nerd.

È facile sentirsi fuori posto, in un mondo dove essere nerd ha un'accezione spesso negativa. Io voglio rompere questo cliché, perché essere nerd non significa stare tanto chiusi in casa a giocare ai videogiochi o a leggere i fumetti: è essere curiosi, appassionati, fantasiosi.

Il nerd è un sognatore a occhi aperti, ha la capacità di catapultarsi in mondi immaginari in qualsiasi momento, universi dove tutti possono essere chi vogliono. Senza limitazioni.

Un'estroversa per gli introversi.

Ebbene sì: sono estroversa (benché piuttosto timida), ma ho sposato il re degli introversi e mi sono applicata con tutto l'entusiasmo (e la pazienza) di cui dispongo per capire questo tipo di personalità.

Conosco le differenze dei due modi di vivere la realtà, e mi piace fare da tramite: ti aiuto a raccontarti, carə introversə, in questo mondo prepotentemente estroverso, in un modo che non ti faccia morire dentro.

Una freelance per i freelance.

Il digital marketing è il regno della multipotenzialità, ancor di più quando si è freelance ai primi anni di P.Iva: ti permette (a volte ti costringe a farlo) di sguazzare tra scrittura e grafica, tra design thinking e storytelling, tra numeri e creatività, tra strategia e operatività, con una fluidità pazzesca.

Per questo ho scelto di concentrarmi proprio sui freelance digitali: perché siete tutti lì, multipod tanto cari al mio cuore.

La mia storia triste (con lieto fine)

Nel 2015 lavoravo come dipendente presso una catena di supermercati, e le mie giornate si svolgevano sempre nello stesso modo: sveglia presto, attraversavo il ponticello che separava casa mia dal negozio e, appena varcavo la porta, una morsa alla pancia si presentava puntuale, come un presagio della giornata (di merda) che stava per arrivare.
Ce n'era sempre una: il collega incazzato per gli orari, le ore di straordinario che erano diventate l'ordinario e la pretesa di svolgere tre mansioni contemporaneamente perché "sei quella brava che sa far tutto".

Tornavo a casa e, carica di rabbia e gastrite, riversavo tutta la mia frustrazione su quel poveretto di Matteo il quale, un bel giorno, mi disse: "Ok, adesso basta. Prendi carta e penna, vediamo cosa sai fare e come tirarti fuori di lì".

Ho scritto tutto quello che ero in quelle pagine di quaderno, tutto ciò che sapevo fare e tutto quello che avrei voluto essere, professionalmente e umanamente - che è quello che propongo oggi nei miei percorsi, in un modo più strutturato e concreto.

All'epoca venne fuori che avrei potuto fare la copywriter: amavo scrivere, ma soprattutto sperimentavo già nel mio lavoro il potere di un messaggio ben confezionato.
Mi sono messa a studiare. Ho macinato libri, corsi; ho allenato la penna. Ho scoperto il mondo del digital marketing e me ne sono innamorata. Ho rotto tutte le convinzioni limitanti sulla vita da freelance e sul famigerato "contratto a tempo indeterminato", con buona pace per la spaventatissima famiglia, che non capiva che lavoro stessi facendo - e credo non lo capisca ancora oggi.

È stata un'epifania, ma non ho cambiato la mia vita dal giorno alla notte: sono passati quattro anni e un trasferimento fuori regione prima di potermi licenziare. Quattro anni fatti di: "Non ce la farò mai", "Non so cosa sto facendo", "Non mi cagherà nessuno", ma anche di: "Ma questa cosa è meravigliosa, perché non l'ho scoperta prima?!" e "Ehi, sta' a vedere che forse sono pure bravina".

Non tornerei indietro per nulla al mondo.
La sveglia presto è rimasta, il mal di pancia decisamente no.

Oggi non faccio più la copywriter ma mi occupo principalmente di personal branding e siti WordPress. Ma attentə, perché sono come le scale di Hogwarts (e pur sempre multipod): mi piace cambiare.

In cosa credo:

1.Nella gratificazione: penso sia fondamentale farti capire non solo quanto tu possa migliorare, ma quanto vali e hai da dare.

2. Nella consapevolezza: il personal branding è un viaggio fatto di introspezione, di sindrome dell'impostore, di smantellamento di se stessi e delle proprie convinzioni. A volte scopri cose meravigliose, altre ti senti come Calimero (piccolo, nero e pure un po' sfigatə). Ma se alla fine sarai statə onestə con te stessə e avrai usato gli strumenti che ti metto a disposizione, saprai esattamente su cosa puntare e come muoverti intorno alle tue insicurezze e come lavorare sui tuoi punti deboli.

3. Nella gamification: come avrai già capito, il personal branding è un percorso bello tosto. Per questo ho scelto di trasformarlo in un gioco in cui ogni scelta influenza il percorso degli eventi e il finale della storia, come la migliore delle avventure grafiche!

Curiosità

Sono un’anima in costante fermento: i neuroni viaggiano sempre a mille, la fantasia non si spegne nemmeno di notte. Soprattutto di notte (e non c’entra cosa ho mangiato per cena).

Ho studiato canto lirico per 13 lunghissimi anni. È un’esperienza che mi ha resa più sicura di me, più consapevole della mia voce (anche mentre parlo), della mia gestualità, dei miei difetti di comunicazione. Credo sia stata un’ottima alternativa a un corso di public speaking.

Ho tre gatte, che ho battezzato con tre nomi dei personaggi delle opere di Puccini: Mimì, Musetta e Liù. Spesso non mi fanno dormire, ma guai a chi me le tocca.

Amo le piante grasse. Forse mi ci identifico un po’.

Sono fissatissima con la cultura giapponese, i videogiochi, i giochi da tavolo e i romanzi di Rex Stout (Nero Wolfe e Archie Goodwin ti dicono qualcosa?).

Il mio sogno nel cassetto è trasferirmi in una casetta a schiera nel cuore di Londra, con la facciata di mattoni rossi e la porta blu.

Dove mi trovi

In ChiocciaLab trasformo pulcini di freelance in imprenditori super pro, insieme ai miei partner in crime Matteo Greco e Giada Centofanti.
È lì che sfogo tutta la mia multipotenzialità, saltando dal personal branding alla SEO, dal web design alla UX.

Ne La Freelanceria, il coworking virtuale, combatto la solitudine della P.Iva insieme ad altri coraggiosi freelance digitali.

Sei la persona che fa per me se:

- Svolgi un lavoro nel mondo del digitale in modo “etico”
- Credi nella cultura, la bellezza, l’educazione, l’inclusività, le pari opportunità
- Ami gli animali e il nostro pianeta, e cerchi di impegnarti quotidianamente nella loro difesa
- Fai sul serio, ma sul serio forte: non c'è insicurezza e momento di sconforto che possa fermarti dal raggiungere quello che desideri

Ti rivedi in una di queste voci? Allora partiamo!
andiamo

Ora è il tuo turno: qual è la tua storia?

Raccontami tutto: chi eri, chi sei, cosa sai fare e chi vuoi diventare.
® Chioccia Digitale di Alessia Lobascio | Personal brand designer
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