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Personal branding: chi, cosa, come, quando, perché

14 Luglio 2023 | dalla categoria

Questo articolo è un super spiegone su tutto ciò che riguarda il personal branding.

La versione super breve è: fare personal branding è come prendere un microfono e attirare l'attenzione di una folla. Non tutti però ascolteranno, perché dipenderà da quello che dirai e come lo dirai (o se ti metti a cantare 😉).

Qui sotto hai l'indice:

  1. Definizione
  2. Quando serve
  3. Come si compone
  4. Il posizionamento di brand
  5. La comunicazione: come mettere in pratica il branding
  6. Multipotenziali edition
  7. Personal branding e self marketing
  8. Come fare personal branding su Instagram
  9. Chi ha creato il concetto di personal branding

Buona lettura!

Definizione di personal branding

Jeff Bezos disse che: “Il tuo brand è ciò che le persone dicono di te quando esci dalla stanza”.

Il personal branding è l'arte di mettere in mostra la tua personalità, le tue esperienze e i tuoi punti di forza per attrarre l'attenzione e la fiducia dei tuoi potenziali clienti. Può essere sia online che offline e unisce la sfera professionale e personale, creando una storia autentica e coinvolgente che ti differenzi dalla massa e che ti permetta di lasciare un'impronta memorabile.

È un vero e proprio processo, attraverso il quale si lavora sulla propria reputazione e una presenza online che ti rendano riconoscibile, differenziandoti dai competitor e rendendoti un punto di riferimento nel settore in cui operi e per il tuo pubblico di riferimento.

Costruire la tua reputazione richiede tempo e sforzo, ma una volta che sei il/la top of mind del settore, sarai ricordatə e preferitə dai tuoi clienti. Quindi, non sottovalutare l'importanza del tuo personal branding: è un percorso lungo che richiede anche anni per raccoglierne i frutti, quindi prima si comincia, meglio è.

Il branding è tutta questione di credibilità e sicurezza: quanto trasmetti competenza ed esperienza alle persone che vorresti raggiungere?

Quando serve fare personal branding

È essenziale per professionisti come influencer, blogger, coach, consulenti, artisti e imprenditori che desiderano costruire una presenza solida e autentica.

Il personal branding è particolarmente importante quando si desidera differenziarsi dalla competizione e costruire una reputazione positiva nel proprio settore. Serve anche quando si vuole promuovere e far crescere la propria attività, attrarre nuovi clienti e collaborazioni, e aumentare la propria visibilità.

L'identità del tuo brand può influenzare moltissime scelte strategiche e di comunicazione.

Ok, ma quand'è il momento giusto per lavorarci?

Dipende molto dal tuo mindset e dalla maturità che hai accumulato nel tuo percorso.

L'ideale sarebbe lavorarci fin dall'inizio della propria attività, ma molto spesso non si ha abbastanza esperienza per sapere cosa NON si vuole e gli obiettivi di carriera che si vogliono raggiungere.
Per quella che è la mia esperienza, almeno uno o due anni di partita IVA alle spalle aiutano molto il lavoro di branding.

Ma ci sono sempre delle valide eccezioni.

Vedi i multipotenziali.

I multipotenziali, per esempio, tendono ad avere esperienze lavorative più variegate ed è più facile per loro, di solito, scegliere la direzione da intraprendere - perché ne hanno provate già tante e sanno "da dove attingere".

Se invece sei unə giovane di belle speranze che si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro, a meno che tu non sia estremamente motivatə a diventare unə imprenditore/trice e la tua ambizione non conosce limiti, non è ancora il momento di pensare al personal brand.

Ma come si fa personal branding?

Durante la mia esperienza di brand strategist, ho individuato una serie di elementi che è particolarmente importante per sviluppare una strategia di personal branding ben confezionata.

1. Vision del tuo business 

La vision si concentra principalmente sul perché hai creato / stai creando la tua attività e in che modo puoi davvero fare la differenza nella vita delle persone, offrendo un prodotto o servizio che sia utile e significativo per i tuoi clienti, e che possa migliorare la loro esperienza quotidiana.

Quando è a breve termine, si concentra sul raggiungimento di obiettivi specifici che ti consentano di stabilirti nel mercato e di costruire una solida base di clienti fedeli. 

La visione a lungo termine, invece, è il cambiamento che vuoi portare nella società, attraverso la tua attività / azienda.

La vision va oltre il semplice successo finanziario. È fare in modo che il tuo brand sia riconosciuto per la sua autenticità, la sua integrità e l'impatto positivo che riesce a generare. Credo fermamente che la visione di un'azienda influisca direttamente sulla percezione che le persone hanno del brand, ed è per questo che devi mettere tutto il tuo impegno nel raccontare la tua visione in modo chiaro e coinvolgente, perché il brand sia percepito come qualcosa di unico e speciale.

 Nel concreto, puoi raccontare la tua vision:

  • nella pagina "About" del tuo sito web
  • nel manifesto del brand
  • nelle scelte di collaborazione che farai con altri brand
  • nella bio di Instagram
  • nella bio di LinkedIn
  • all'interno della sequenza di benvenuto della newsletter
  • e così via.

Ti riporto un brevissimo video a cura di Giada Centofanti, business & productivity coach, che ti propone 3 domande per cominciare a lavorare sulla tua vision: https://www.instagram.com/p/CrnkT6dIlb1/

2. L'asset personale: cosa ti rappresenta davvero? 

Quando si parla di asset personale, si tratta di mettere in mostra le tue qualità migliori, sia caratteriali che abilità. Devi anche tenere in considerazione il modo in cui ti presenti (il modo in cui ti vesti, ma anche il tuo modo di gesticolare, o il tuo parlato) e i tuoi hobby e interessi. Questi aspetti ti permetteranno di connetterti con il tuo pubblico: ad esempio, se hai una personalità estroversa e risoluta, potresti trovare un terreno comune con un pubblico che apprezza la sincerità e la determinazione.

Inoltre, se hai abilità uniche o interessi particolari, potresti avere un vantaggio rispetto ad altri brand. Questi saranno gli elementi che ti distingueranno dagli altri e renderanno la tua presenza unica e memorabile. Quindi ricorda di sfruttare al meglio le tue qualità individuali e di mostrare al pubblico ciò che ti rende speciale

Qui ti riporto il canvas che uso nei miei percorsi.

Schema per analizzare l'asset personale di un personal brand. È diviso in sei sezioni: le qualità caratteriali, le abilità personali, presentazione, hobby e interessi, valori, e infine una domanda aperta: "Come vuoi che le persone si sentano con te?"

Se vuoi scaricare il resto del workbook, raggiungimi su Discord.

3. Valori

I valori di un brand sono fondamentali, perché rappresentano quello in cui credi e sono gli ingredienti principali della tua identità aziendale. Sono come una guida che ti aiuta a prendere decisioni e a distinguerti dalla concorrenza, e delineano i limiti invalicabili di ciò che non puoi accettare o compromettere per nessuna ragione al mondo: proteggono l'integrità del tuo brand e ne definiscono il carattere unico.

Quando il tuo brand si allinea con i tuoi valori, crei una connessione più autentica con i tuoi clienti e fidelizzi quelli che sono sulla stessa lunghezza d'onda. I valori sono l'anima del tuo brand e, se sai comunicarli con sincerità e passione, conquisterai la fiducia e il rispetto di tutti coloro che entrano in contatto con il tuo business. 

4.  Mission: cosa fai oggi per le tue persone

 La mission è ciò che ti spinge ad essere "in affari", è la tua ragione d'essere. È un modo per descrivere ciò che fai, che servizi offri e per chi li fai. La tua mission dovrebbe riflettere i benefici che otterranno i tuoi clienti da te. Per costruirla devi chiederti:

  • Che problema risolvi per le persone? 
  • In che modo li aiuti a raggiungere i loro obiettivi?

Identifica la nicchia di mercato che vuoi servire, in modo da poter concentrare le tue risorse e sforzi in quella direzione e fare in modo che la mission sia chiara e concisa, con parole semplici e facilmente comprensibili: una mission ben formulata può ispirare e motivare il tuo team, e far capire ai tuoi clienti chi sei e cosa offri.

Quindi, qual è la tua mission? Prova a crearla così:

Io di solito la faccio strutturare così: cosa fai (verbo) + per chi lo fai (target) + come lo fai (prodotto o servizio) + che beneficio ne traggono (concreto o emozionale).

Non temere di provarne diverse ed eventualmente cambiarla nel tempo. Sii creativo e pensa fuori dagli schemi, ma ricorda che la tua mission dovrebbe sempre rispecchiare ciò che tu e la tua azienda rappresentate. 

Differenza tra mission e Unique Value Proposition

Mentre la mission contiene l'obiettivo, il "buon proposito" del brand, la UVP spiega perché il prodotto (o servizio) offerto è migliore di quello dei competitor e perché dovresti scegliere proprio quello.

Quindi: la prima si concentra sull'identità del brand, la seconda sul valore di un prodotto specifico.

Qui puoi trovare uno schema fatto molto bene che spiega la differenza.

Le persone che vogliamo raggiungere: le buyer persona

Allora, parliamo di chi vuoi aiutare: i clienti ideali, o clienti tipo, come li chiamo io (ispirandomi alla coach del mio cuore, Giada Centofanti, che toglie quell'aura di perfezionismo legata alla parola "ideale" e sottintende la variabilità delle caratteristiche dei nostri clienti).

Dovrebbero essere le persone con cui hai dei valori in comune e con cui ti piace lavorare. Ma non è solo una questione di gusti personali: i clienti ideali hanno un problema specifico che noi siamo in grado di risolvere. In altre parole, sono le persone che più hanno bisogno dei nostri prodotti o servizi.

Ora, non si tratta solo del loro profilo demografico (età, città di provenienza, etnia, ecc.), ma anche del loro profilo psicografico; vogliamo capire a fondo quali siano le loro abitudini, i loro interessi e i loro comportamenti. Vogliamo conoscere i loro desideri, le loro paure e i loro sogni. Solo così potremo offrire loro la soluzione migliore e creare una connessione con loro, affinché si sentano compresi e ascoltati da noi. Quando riusciamo a capire davvero cosa vogliono e di cosa hanno bisogno, possiamo offrire loro un servizio di qualità che risolva davvero i loro problemi. 

Ho un bel workbook dove ti do due dritte su come costruire il profilo dei tuoi clienti tipo. Lo trovi sul mio server Discord, nel canale "Drittə al tuorlo". Entra da qui.

Su Instagram invece ho fatto un esempio di profilo di buyer persona (un po' vecchiotto e con la vecchia identità visiva, ma sempre attuale).

Con chi ci confrontiamo sul mercato: i competitor

Quando si tratta di affrontare il mercato, è inevitabile trovarsi a confrontarsi con i competitor. Queste sono persone o aziende che risolvono gli stessi problemi che risolvi tu, per le stesse persone che vuoi aiutare tu. Tuttavia, è importante sottolineare che i competitor non hanno necessariamente i nostri stessi identici servizi: possono offrire qualcosa di simile, ma con delle variazioni. 

Inoltre, non hanno per forza la nostra stessa personalità o mood. Possono avere un approccio diverso nel comunicare con i clienti o nello svolgere i loro servizi; potrebbero essere più seri e formali, o più informali e amichevoli rispetto a noi. Non per questo sono meno competitor: ti è mai capitato di avere un amico che va d'accordo con una persona che a te sta sulle balle? Il concetto è lo stesso.

Ancora, i competitor possono avere più o meno esperienza nel settore. Alcuni potrebbero essere dei veterani che operano nel settore da anni, mentre altri potrebbero essere appena entrati in campo. La loro esperienza può influire sul modo in cui si rapportano ai clienti e su come risolvono i problemi. In ogni caso, la presenza dei competitor sul mercato è una realtà inevitabile. Ciò che conta è come riusciamo a distinguerci dagli altri e a offrire qualcosa di unico ai nostri clienti. E ricordati che non sono per forza nemici da combattere: spesso i competitor possono trasformarsi in preziosi alleati.

Come riconoscere un competitor?

Se non esplicita nei suoi contenuti la nicchia che vuole servire, c'è un posto dove troverai tutte le risposte: il loro portfolio. In particolare, leggi le recensioni dei clienti: ti daranno informazioni utili su come viene percepitə dal pubblico, le loro qualità migliori e come si rapportano con i loro clienti.

Prodotti e servizi: come sceglierli e crearli?

Questa parte viene alla fine, perché per creare un prodotto di successo bisogna innanzitutto capire le esigenze dei clienti e cercare di soddisfarle nel miglior modo possibile. Ma non basta solo creare un buon prodotto, bisogna anche saperlo vendere, concentrandosi sui vantaggi del prodotto più che sulle caratteristiche e i risultati che fai ottenere, in modo da convincere i potenziali acquirenti.

Inoltre, scegliere i giusti fornitori o partner può fare la differenza nella qualità del prodotto finale. Per quanto riguarda i servizi, il fattore più importante è la qualità dell'esperienza offerta al cliente: è fondamentale mettersi nei panni del cliente e cercare di capire le sue aspettative e necessità. Solo così si potranno offrire servizi di alta qualità che soddisfino appieno i clienti.

Tutto questo serve a creare il famoso "posizionamento di brand".

Si tratta di come un'azienda sceglie di presentare se stessa e i suoi prodotti o servizi al pubblico: può aiutare a distinguersi dalla concorrenza e a creare un'idea chiara nella mente dei consumatori su cosa l'azienda rappresenta. Se vogliamo, è il risultato di quello che ti ho raccontato fin qui.

Un brand ben posizionato: 

  • ha un'identità forte che cattura l'attenzione del pubblico 
  • crea una connessione emotiva con i consumatori. Il posizionamento coinvolge molteplici fattori, tra cui il target di mercato, il prezzo, la qualità del prodotto e la strategia di marketing.

Ad esempio, un brand che si posiziona come un'azienda di lusso avrà prezzi elevati, materiali di alta qualità e una forte presenza di marketing nelle riviste di moda. D'altro canto, un brand che si posiziona come un'opzione economica avrà prezzi accessibili, materiali meno costosi e una pubblicità più orientata ai prezzi bassi.

Il posizionamento di un brand può evolvere in corso d'opera, a seconda delle tendenze di mercato e dei cambiamenti nella domanda dei consumatori.

Un brand che è in crescita non è mai, maaai cristallizzato nel tempo.

Ho definito la mia identità di brand. E adesso?

E adesso c'è da passare alla pratica: si parte con la comunicazione! 

I canali di comunicazione: dove sono i tuoi potenziali clienti VS la tua modalità migliore di comunicazione

Quando si tratta di trovare i clienti giusti per il tuo business, è importante capire dove si trovano e quale metodo di comunicazione risulta più efficace. Oggi, i canali di comunicazione sono numerosi e variegati, dai social media alle e-mail, passando per le telefonate e le riunioni in persona. Tuttavia, non tutti i tuoi potenziali clienti useranno gli stessi canali, e quindi è importante fare una ricerca preliminare per identificare quali siano i canali preferiti dalla tua audience target.

Ad esempio, se il tuo target è principalmente composto da giovani, è probabile che Instagram e TikTok siano il modo migliore per raggiungerli: possono essere utilizzati per creare consapevolezza del tuo marchio e coinvolgere i potenziali clienti in modo informale e divertente (anche se, negli ultimi anni, il pubblico di Instagram sta inevitabilmente invecchiando). D'altra parte, se stai cercando di raggiungere una demografia più anziana, Facebook potrebbe essere un canale più efficace. In alternativa, una buona mailing list: molte persone in età più avanzata (ma anche categorie particolari come i freelance digitali) sono abituate a controllare regolarmente le loro caselle di posta elettronica e potrebbero rispondere meglio a un approccio più formale e diretto.

È importante prendere in considerazione anche il settore di appartenenza del tuo business. Ad esempio, se lavori nel campo dell'arte o del fashion, potresti voler concentrarti su Instagram e Pinterest per promuovere i tuoi prodotti e raggiungere le persone che sono interessate a questo tipo di contenuto visivo. Se sei un consulente aziendale, invece, potresti voler concentrarti su LinkedIn e partecipare in gruppi di discussione per fornire valore e dimostrare la tua expertise. 

Trovare i canali di comunicazione giusti per il tuo business richiede un po' di ricerca e analisi, ma una volta identificati, potrai raggiungere i tuoi potenziali clienti in modo più efficace ed efficiente. 

Gli eventi offline

Gli eventi dal vivo sono un ottimo modo per promuoversi e far conoscere il proprio brand. Ci sono molte opportunità per sfruttare al massimo questi eventi e mettere in luce la propria organizzazione:

  • Presentarsi con un booth ben allestito o creare un'immagine coordinata per i membri del team che partecipano all'evento
  • Creare buzz attorno al proprio marchio organizzando dei contest (o giveaway, se si ha il budget necessario e si vuole affrontare tutta la trafila burocratica)
  • Distribuendo gadget promozionali
  • Tenere un workshop o una presentazione durante l'evento - questo permette di condividere le proprie competenze e aumentare la reputazione del proprio brand.

Infine, non bisogna dimenticare di fare networking: gli eventi offline sono un'ottima occasione per incontrare persone interessanti nel proprio settore e stabilire nuove relazioni commerciali. Quindi, è importante essere aperti e disponibili a fare conversazioni e scambiare contatti, sfruttando al massimo ogni occasione e dando un'impressione positiva sui partecipanti. 

Collaborazioni che rinforzano la tua identità

Se sei un'azienda alla ricerca di nuovi modi per promuovere il tuo brand, ci sono diverse strategie che possono dare una marcia in più alla tua visibilità. Puoi:

1) Utilizzare gli influencer per sponsorizzare prodotti o servizi. Gli influencer hanno solitamente un seguito numeroso e devoto, che li considera una fonte autorevole e attendibile. Collaborare con influencer nel tuo settore può aiutarti a raggiungere il tuo target di riferimento in modo più efficace. 

2) Collaborare con aziende complementari a ciò che offri, per creare partnership vincenti. In questo modo, puoi raggiungere nuovi potenziali clienti attraverso il pubblico delle aziende con cui collabori. Puoi creare un nuovo servizio combinato, una challenge, organizzare post in collaborazione su Instagram. Avere un'ampia rete di contatti è sempre buona cosa.

3) Proporre interviste. Chiedi a influencer o esperti del settore di partecipare a interviste o webinar sul tuo canale o blog. Questo non solo può portare valore ai tuoi clienti, ma può anche aiutare a far crescere la tua credibilità e visibilità come brand.

Personal branding per multipotenziali - tutta un'altra storia

Il personal branding spesso spaventa i multipotenziali, che si convincono di dover rinunciare a "parti di sé" per diventare dei brand efficaci e "focalizzati". Ma non è affatto così: invece di concentrarti solo sulle competenze e le abilità (che in effetti nel multipotenziale sono tante), è importante concentrarsi sui valori che guidano le tue azioni. Più che focalizzarti sul cosa offri e come lo offri, è cruciale trovare i pain point, ovvero i problemi che le persone stanno affrontando e che puoi risolvere con le tue competenze. Una volta individuati questi pain point, puoi concentrarti sui benefici dei tuoi servizi e su come puoi apportare un cambiamento positivo nella vita delle persone. 

Il personal branding nella multipotenzialità deve consentire di esprimere appieno l'autenticità e unicità della persona: deve aiutarti a mostrare il tuo vero sé e attrarre le persone che apprezzano la tua diversità e approccio creativo.

Ricordati che alle persone interessa:

a) Sentirsi capite nelle loro difficoltà

b) Avere la sicurezza che tu possa risolvere le loro difficoltà

c) Poter immaginare lo scenario idilliaco futuro in cui tutto è risolto

Tutto quello che succede nel mezzo, le pratiche del tuo lavoro, il tuo metodo, è relativo. Perché quello è tuo, non riguarda il tuo potenziale cliente. 

Quindi, se sei un multipotenziale, ricorda di concentrarti sui valori, trovare i pain point e concentrarti sui benefici dei tuoi servizi per costruire il tuo personal brand in modo autentico ed efficace.

Personal branding e self marketing

Il self marketing è una strategia che viene utilizzata per promuovere se stessi e le proprie competenze professionali. Questo concetto si differenzia dal personal branding in quanto si concentra più specificatamente sulla promozione personale, piuttosto che sulla creazione di un brand riconoscibile: il self marketing è la fase successiva alla creazione del personal brand, dove l'identità è già ben definita e va solo raccontata.

Quando si tratta di self marketing, l'obiettivo principale è quello di valorizzare appieno le proprie capacità e convincere gli altri delle proprie competenze. Questo può essere fatto attraverso tutte le attività che abbiamo già elencato: social media, networking e la partecipazione a conferenze o eventi di settore.  Anche la pubblicazione di un libro contribuisce alla percezione del proprio brand.

Ricordati che il self marketing e il branding, in generale, comportano essere autentici e mostrare agli altri esattamente chi siamo, senza esagerare o ingannare. Infatti, l'autenticità è una caratteristica molto apprezzata in quanto aiuta a costruire rapporti solidi e duraturi con gli altri (anche perché, a livello viscerale e istintivo, le bugie o dissimulazioni spesso si percepiscono). 

Come fare personal branding su Instagram

Instagram è un ottimo canale per far vedere chi siamo davvero. Permette di metterci la faccia, di mostrarci come siamo e cosa ci piace fare.

Ma non basta aprire un account e fare belle foto, bisogna rendersi utili alla community:

  • Condividendo consigli utili
  • Raccontando esperienze personali (che non devono per forza cadere nel privato)
  • Ispirando attraverso la propria storia o visione del mondo
  • Collaborando con altri creator

In generale, l'obiettivo è creare un legame con il proprio pubblico, farli sentire parte della tua vita e coinvolgerli nelle tue passioni e interessi.

Non dimentichiamo che Instagram è anche un luogo di svago e divertimento, quindi è importante trovare un equilibrio tra contenuti utili e contenuti divertenti. E - non mi stancherò mai di dirlo - è fondamentale essere autentici e mostrare la propria personalità attraverso le foto e le storie che condividiamo.

Ricordiamoci sempre che il personal branding su Instagram è una scelta personale, quindi non seguiamo solo le mode o gli influencer più famosi. Se siamo noi stessi, vedremo che il nostro personal brand crescerà in modo autentico e naturale. 

Chi ha creato il concetto di personal branding

Il concetto di personal branding è stato sviluppato da Tom Peters, autore e consulente aziendale statunitense. Peters ha introdotto il termine nel suo libro del 1997 intitolato "The Brand You 50", in cui sosteneva l'importanza di creare e promuovere un marchio personale forte per distinguersi dalla concorrenza nel mondo del lavoro.

Peters ha sottolineato che, come le aziende devono gestire la propria immagine e reputazione, anche noi liberi professionisti dobbiamo fare lo stesso per il nostro "marchio personale". Questo significa identificare i nostri punti di forza, sviluppare una presenza coerente e autentica, e promuovere attivamente noi stessi attraverso una strategia di personal branding che metta in risalto le nostre qualità migliori e differenzianti.

Il concetto di personal branding si è diffuso negli anni successivi grazie alla crescita di Internet e dei social media, che offrono molte opportunità per costruire e promuovere il personal brand. Oggi, sempre più persone riconoscono l'importanza del personal branding nel mondo professionale e si impegnano attivamente a creare una forte e riconoscibile identità personale. 

Se vuoi approfondire, Forbes ha pubblicato un'intervista molto interessante a Peters: "How Personal Branding Can Heal Humanity: A Conversation With The Legendary Tom Peters"

Immagine in copertina creata con Midjourney

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Ciao! Mi chiamo Alessia e sono una covatrice digitale di freelance.
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